venerdì , 24 Settembre 2021
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Il Consiglio di Stato dà ragione alla Fism. Respinti gli appelli contro le scuole d’infanzia non profit

Il Consiglio di Stato dà ragione alla Fism. Respinti gli appelli contro le scuole d’infanzia non profit

“La natura non lucrativa delle nostre scuole gestite con molti sacrifici e nel segno del primato esclusivo dei bambini viene messa bene in evidenza… E’ un fatto di giustizia… Da sottolineare che la nostra funzione pubblica di istruzione nel sistema nazionale ne esce ancora una volta rafforzata”. Così Luigi Morgano, segretario nazionale della Fism, la Federazione italiana scuole materne – 9000 realtà educative tra nidi e scuole dell’infanzia e 500.000 bambini- i cui vertici, riunitisi oggi, hanno accolto con soddisfazione le sentenze del Consiglio di Stato che pochi giorni fa ha respinto gli appelli proposti dall’Aninsei, l’ Associazione Nazionale Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione. Gli appelli erano stati proposti avverso le sentenze del Tar Lazio confermanti la legittimità dei decreti ministeriali che riservano in via prioritaria i contributi pubblici statali alle scuole paritarie senza fini di lucro. La Fism ed il Ministero dell’istruzione avevano fin da subito eccepito il difetto di legittimazione dell’Aninsei considerandone il ruolo rappresentativo sia di scuole a scopo di lucro che non profit. Il Consiglio di Stato ha accolto le richieste e decretato la carenza della legittimazione ad agire di Aninsei per difetto della rappresentanza istituzionale degli interessi dell’intera categoria, stante la diversità degli interessi confluenti nella associazione. Infondati dunque i ricorsi e legittime le modalità con le quali i decreti ministeriali individuano per criteri soggettivi e oggettivi le scuole paritarie non profit, provvedendo a distribuire in via prioritaria alle stesse i fondi governativi. “In sostanza le scuole paritarie non profit ricevono infatti un corrispettivo tale da coprire solo una frazione del costo del servizio da non considerarsi in alcun modo una remunerazione del fattore produttivo, a conferma della circostanza che si tratti di un’attività svolta con modalità non commerciali”, spiega Stefano Giordano, presidente nazionale della Fism. “Nella decisione, favorevole al Ministero Istruzione, alle scuole Fism e paritarie non profit, rimane assorbita anche la questione sollevata da Aninsei circa il fatto che i contributi ministeriali avrebbero configurato aiuti di Stato e pertanto sarebbero illegittimi. Sul punto il Consiglio di Stato non si è pronunciato in via diretta ritenendo che tutti gli argomenti di doglianza non espressamente esaminati erano da ritenersi non rilevanti ai fini della decisione e comunque inidonei a supportare una diversa conclusione”. Negli atti difensivi, la Fism ha dunque evidenziato il paradosso nella tesi dell’associazione proponente l’appello: “Questa rappresenta istituzioni scolastiche paritarie a scopo di lucro che ricevono denari pubblici ma ravvisa, per gli stessi contributi, ipotesi di aiuti di stato per soggetti non profit che operano fuori dal mercato concorrenziale. Il Consiglio di Stato non ha ritenuto nemmeno di pronunciarsi sul punto”. Le sentenze segnano la fine di un contenzioso che si trascinava da cinque anni e si collocano in un momento in cui il mondo del Terzo Settore rivendica il suo protagonismo sociale, culturale ed economico in attesa del completamento del processo di riforma avviato.